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🗣️ Marcus Thuram: “Inter nel momento giusto di carriera. San Siro? Da pelle d’oca. Su Khephren…”

L’attaccante dell’Inter, Marcus Thuram, ha rilasciato un’intervista a CBS Sports. Ecco le sue parole:

KHEPHREN – “Siamo simili sotto molti aspetti, siamo due grandi lavoratori, professionisti, sappiamo quello che vogliamo nella vita. È super competitivo e vuole sempre essere il numero uno: questa cosa mi piace, mi rende orgoglioso. Gli scontri diretti in campo? lo provavo a scherzare, lui no. Volevo dimostrare di essere il fratello maggiore, ma non è andata benissimo: ha segnato lui, e di solito non segna mai. Ci sentiamo ogni giorno, abbiamo un rapporto enorme. Il mio sogno è che entrambi possiamo esprimere il massimo potenziale e crescere come uomini, con valori. Alla fine della carriera devi essere più di un calciatore”

Qual è il suo rapporto con suo papà?

“Ho capito davvero chi fosse quando andò al Barcellona. Vedevo Ronaldinho, Henry, Abidal… ed erano suoi compagni. Mi chiedevo: ‘Ma lo fa davvero?’. Mi ha insegnato tante cose, ma soprattutto a farmi domande. Essere curiosi, critici, persone prima che atleti”

Come si trova all’Inter e che cosa significa per lei?

“Quando impari a essere un numero 9 fin da piccolo impari a finalizzare e non a costruire, ma io sono sempre stato un giocatore che ama dribblare e fare assist e questo mi ha portato a essere il giocatore che sono oggi. L’Inter ha visto in me un giocatore creativo, capace di giocare accanto a Lautaro Martínez e di aiutare la squadra a vincere. Era il momento giusto per arrivare in un club così e giocare a San Siro: entrarci ogni volta è un sogno. Ti viene la pelle d’oca, è un monumento del calcio. L’Inter è arrivata al momento giusto nella mia carriera. Ho immagini fantastiche nella mia testa: la semifinale contro il Barcellona, i gol segnati al Milan. Ma ogni notte a San Siro può diventare speciale, lo amo davvero”.

Quali sono i suoi obiettivi?

“Vincere due scudetti in tre anni sarebbe qualcosa di enorme. Non sarà semplice, perché le avversarie sono forti, ma dobbiamo continuare a lavorare e imparare dai nostri errori: così

possiamo riuscirci

Quanto è cresciuto rispetto al passato?

“Oggi sono molto più maturo nel mio modo di giocare. Lascio che le emozioni incidano meno sulle mie prestazioni. Le grandi partite giocate in Champions League mi hanno fatto crescere tanto. Provo a migliorare in ogni aspetto, a diventare un calciatore più intelligente e a curare meglio il posizionamento: muoversi nel modo giusto significa aiutare di più la squadra”.

Quanto le danno noia le critiche?

“Le persone sono ossessionate dai numeri. Spesso non guardano nemmeno le partite e assegnano il man of the match a chi ha segnato, anche senza aver acceso la TV. È la generazione in cui viviamo e dobbiamo accettarlo. lo sono un attaccante, è vero, e le statistiche contano perché il mio lavoro è fare gol. Ma il calcio non è solo questo: contano anche gli assist, le giocate che portano all’assist, tutto ciò che costruisce un’azione. Bisogna prendere le distanze da quello che si legge sui social, soprattutto su Instagram, per evitare che ti condizioni. La cosa più importante è fermarsi a capire cosa sta succedendo davvero. Quando lo fai, tutto diventa più chiaro. Altrimenti inizi a chiederti perché certa gente parla male di te: magari sono persone arrabbiate, che hanno avuto una giornata storta. Poi però le incontri dal vivo e ti chiedono una foto. A volte c’è anche chi perde una scommessa per colpa tua e ti accusa, dimenticando che la scelta di scommettere è stata la loro. Quando arrivi a capirlo davvero, vivi molto meglio”.

By Fabio Tognini

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