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🔴🔵 Pisacane: “Battere Gasp e Spalletti fa capire che sono nella giusta direzione”

“Siamo in linea con gli obiettivi, il lavoro quotidiano sta andando nella direzione giusta. Abbiamo avuto una serie di fatalità, non mi piace parlare di infortuni: la nostra forza è proprio quella di non deprimerci e di non esaltarci. Con la Roma è stato un successo di gioco e aggressione, con la Juve è stata diversa. Battere due maestri che hanno sempre dato un’identità forte alle loro squadre non mi fa sentire arrivato, ma mi aiuta a credere al lavoro quotidiano sta andando nella direzione giusta.

La parte più complessa? Non solo gli aspetti tecnico-tattici, come si potrebbe pensare. Non c’è solo il calciatore, ma la persona. Ci sono dinamiche complesse, fuori e dentro al campo. La bravura è anche gestire questa complessità. Senso del gioco puoi fare del passato. Ho iniziato a seguire il corso per Uefa B mentre giocavo, 3-4 anni prima di smettere. Si è avvicinato, non ci si improvvisa, deve partire dal profondo.

Non integralista, maniacale con la squadra ma aperto alle nuove idee di tutti i livelli. Ho fatto un corso sulla gestione della Generazione Z. Voglio conoscere i loro universi perché voglio saper parlare la loro lingua: dobbiamo adeguarci al calcio che cambia. I giovani giocano a modo loro, ma non direi che sia un problema. Sono stato a Salisburgo, dalla Red Bull. E poi ho studiato lingua inglese, spagnola e francese.

Risultato o gioco? Mi piace stare nel mezzo: se fossi risultatista, tradirei il mio credo; se fossi giochista, tradirei la squadra. Voglio costruire, partire sempre da quello che conta. Serve sacrificio, ma con una squadra qualitativa. Però una squadra deve anche essere propositiva. A Firenze non dobbiamo perdere l’attenzione. Dobbiamo fare una gara impeccabile.

Restare equilibrati permette di avere la possibilità di stare lì. Nella mia vita ho attraversato spesso le tempeste. Da quando a 13 anni mi diagnosticarono la sindrome di Guillain-Barré. Mi ritrovai bloccato in un letto. Sono forte perché la vita mi ha obbligato a dire venti no, non perché l’ho scelto. Una malattia, se non ti uccide, arriva per completarti. Mi ha dato la spinta per togliermi in parte le debolezze e la paura. Credo anche che si arrivi qualcosa dopo la vita terrena.

Palestra ha potenzialità ancora inespresse. Ha fatto tanto di istinto, esalta la qualità, diventerà incredibile. Sono autocritico, non sono troppo orgoglioso e non sono rancoroso. Parto dal principio di poter imparare, non di poter insegnare.”

By Emanuele Garbato

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