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🤩 Grosso conferma: “Torna Berardi, da capire il minutaggio! Influenza per Pinamonti”

Fabio Grosso, tecnico del Sassuolo, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del lunch match in programma domani al Mapei Stadium contro la Cremonese. Ecco quanto ripreso da TMW:

Com’è la situazione infortuni? Qual è l’aggettivo per questa partita?
“È uno scontro diretto tra due squadre che sono tornate in Serie A in questa annata e hanno fatto un percorso simile, veniamo entrambe da un periodo in cui non si riesce a portare a casa la posta in palio per intera a casa, sono tutti ingredienti che alimentano questa sfida. Sono tutte considerazione che conosciamo e abbiamo fatto, abbiamo per voler e dover fare una grande prestazione”.

Chi ritorna?
“Indisponibili ormai per lunga data saranno ancora Pieragnolo e Candé, KO anche Boloca spero di recuperarlo presto. Pinamonti ha un’influenza e Cheddira ha cambiato maglia, gli altri sono dentro”.

Come sta Berardi?
“Gli altri rientrano, da capire bene il minutaggio e l’utilizzo ma tutti i disponibili sono pronti per fare gara, ma è importante cominciarla bene e saperla anche finire bene. Troviamo delle nostre armi che ci permettono di riempire la gara”.

Sulla Cremonese?

“Questa è una squadra che ha un filo conduttore chiaro, Nicola è una brava persona e un bravissimo allenatore. La Cremonese si sa difendere bene, ricerca tanto gli inserimenti con queste corse che arrivano dagli esterni e dai centrocampisti, è una squadra che ti tiene sempre all’erta e ha caratteristiche che gli hanno permesso di fare un percorso importante. Siamo entrambi in una situazione bella e che entrambi vogliamo mantenere, per farlo bisogna avere grande ritmo, grande coraggio, la lucidità di saper riconoscere i momenti e la ‘follia’ di saper esprimere la propria qualità”.

Rammarico per come è andata a Napoli?
“Quando le gare finiscono non puoi fare più niente per cambiarle. Il campionato è una maratona, ci sono dei momenti e queste sensazioni fanno parte di tutti i campionati e poi all’interno c’è la sensazione di essersi preparati per correre e volerlo fare bene, riconoscendo i momenti. Questa è stata una tappa contro un avversario forte, siamo stati nella partita, abbiamo fatto belle cose ma sono due partite diverse perché quando vai in questi stadi succedono cose e quando vai negli scontri diretti ne succedono altre, bisogna riconoscere quello che serve fare quando arrivano le partite in cui l’equilibrio è diverso, in cui gli avversari alzano la soglia dell’attenzione, c’è grande rispetto da ambo le parti e in cui i piccoli dettagli possono spostare e noi dobbiamo essere bravi a spostarli dalla nostra”.

La sensazione è che questa è una squadra che sbanda meno del previsto perché il Sassuolo resta in campo fino alla fine con la sua personalità. È un ottimo segnale…
“Concordo. Siamo una squadra tanto nuova, sono arrivati tanti interpreti perché il livello lo richiedeva e il fatto di saper stare dentro questo campionato è importante. Questo campionato ti mette davanti a delle sfide molto complicate però vediamo che tante squadre riescono ad avere questa continuità di prestazione, la somma di punti che andrai a fare alla fine non va oltre un determinato livello e questa è una caratteristica importante su cui abbiamo lavorato perché saper stare dentro la partita alla lunga ti porta più vantaggi che svantaggi”.

Qual è l’aspetto principale che si porta dal trittico con Juve, Napoli e Roma? In cosa vede il suo Sassuolo migliorato rispetto all’andata?
“Sono passati tanti mesi rispetto all’andata, la conoscenza rispetto all’andata è diversa, siamo stati in grado di fare dei bei risultati. In quel momento eravamo appena arrivati e avevamo preso due sveglie che ci hanno fatto capire cosa richiedeva il campionato. Non stiamo trovando la vittoria in questo momento ma abbiamo fatto dei risultati comunque importanti. La continuità di andare alla ricerca di prestazioni in ogni gara diventa importante. Ci sarà bisogno di un livello altissimo e bisogna saper spostare i dettagli dalla nostra parte. Da queste tre gare mi porto il fatto di aver fatto bene ma non mi porto a casa niente, questo è uno spunto importante”.

Che atteggiamento dobbiamo aspettarci dal Sassuolo?
“Noi non ci dobbiamo snaturare, dobbiamo portare avanti la nostra modalità di gioco che ci ha permesso di fare belle cose, riconoscendo quello che serve dentro la partita e la bravura è quella di conoscere quello che succede e poi riesci a trovare la situazione migliore, diventi operativo e devi saper fare, quando non lo fai poi gli avversari ti mettono in difficoltà quindi bisogna cercare fare al meglio le cose che noi sappiamo fare bene e poi ovviamente c’è da saper riconoscere i pregi avversari e provare a limitarli”.

Il ritorno di Berardi è importante anche dal punto di vista psicologico…
“I nostri giocatori importanti ci servono e ci serviranno sempre, senza nulla togliere a chi ha giocato in questa fase. Abbiamo avuto delle assenze pesanti, siamo contenti di riaverlo così come siamo contenti di avere gli altri”.

Quindi dobbiamo aspettarci Moro o Skjellerup dall’inizio?
“Stanno molto bene tutti e due, abbiamo anche altre soluzioni che proviamo in allenamento. Nel reparto offensivo abbiamo le soluzioni per poter sopperire a questa assenza, ci auguriamo che Andrea possa stare meglio e credo possa riuscirci”.

Domanda provocatoria: è soddisfatto del mercato?
“Ho fatto una riflessione. È due anni che sono qui e questa è una fase che ti crea sempre un po’ di turbolenze, ti toglie energie, anche a livello personale è uno spunto per essere migliori. Anche l’anno scorso è stato così. Per me è importante mantenere la lucidità, provare a fare al meglio il mio ruolo, in ogni società ci sono le varie competenze, io devo far esprimere al massimo gli interpreti a mia disposizione e la bravura che bisogna avere e voglio provare a fare sempre al meglio”.

Anche in passato alcuni suoi predecessori lamentavano queste turbolenze durante il mercato…
“Anche ascoltando in giro non vedo tutta questa serenità (ride, ndr). A me piace cavalcarla, provare ad aumentare i momenti di lucidità per mantenere la serenità per fare al meglio il mio compito”.

Vede delle affinità tra Squinzi e Arvedi?
“Ho avuto il piacere di conoscere solo i figli del dottor Squinzi, ho avuto il piacere di incontrare il dottor Arvedi, anche lì c’è lungimiranza, una grande visione, vedo affinità e vedo affinità positive”.

Nicola avrebbe meritato una carriera differente?
“L’ho conosciuto personalmente e penso tante cose belle di lui. Mi piace come persona, ha ottenuto tante cose positive, poi questo è un ambiente in cui le occasioni e i momenti possono determinare il livello e le categorie, non tutto viene matematico. Io gli auguro il meglio perché è una persona che stimo tantissimo così come stimo il professionista”.

By Nicola Cosentino

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