Daniele De Rossi, tecnico del Genoa, ha parlato in conferenza stampa in vista della prossima gara contro il Napoli. Queste le sue parole, riportate da TMW:
E’ finito il mercato, intanto le chiedo se è soddisfatto e poi che Genoa dobbiamo aspettarci a livello tattico?
“Sono soddisfatto. L’ho detto oggi ai ragazzi. Sono soddisfatto al di lĂ del fatto di non aver perso nessuno dei big, anche se non mi piace chiamarli così, e aver preso giocatori di qualitĂ e con caratteristiche che avevo richiesto. I primi due-tre giorni dopo il mercato secondo me non ti dicono molto, non ti dicono quanti punti farai ma ti dicono che atmosfera vivrai. Abbiamo avuto due giorni di lavoro intensi con l’entusiasmo giusto col gruppo che era ben amalgamato. Mi è proprio piaciuto lavorare con loro e sui campi nuovi che non guasta perchĂ© sono perfetti. E questo aiuta nel fatto che la palla scorre meglio e viene controllata meglio. Ho visto un’atmosfera che mi è piaciuta molto e di questo abbiamo bisogno: di creare una famiglia”.
Le faccio un nome su tutti: Amorim. Dove può giocare?
“Ha messo in mostra le sue qualitĂ . PiĂą lo vedo e può giocare da mezzala non solo da mediano. Conosce le giocate, ha tempi di gioco da calciatore importante. Dobbiamo solo allenarlo e capire quanto tempo ci vorrĂ per entrare nei tatticismi del calcio italiano. Ha talento e personalitĂ ”.
E’ rimasto Norton-Cuffy nonostante le tante voci di mercato. Come lo ha visto?
“Ho visto tutti molti concentrati. E chi è andato via mi ha detto che voleva andare via, anche in caso delle cessioni non pianificate come quella di Thorsby. Un giocatore come lui va ascoltato. Anche se rientrava nei nostri piani va ascoltato e se c’è l’offerta giusta va anche accontentato. Norton-Cuffy l’ho sempre visto concentrato e dentro questa squadra. La differenza durante il mercato non la fa un giocatore che gioca 90 minuti, ma la differenza la fanno i Leali, i Sabelli o i Nuredini che tengono il livello dell’allenamento molto alto. Anche Ekhator, che ha avuto tanti rumors intorno a lui, e gestirli per un 2006 è un po’ piĂą complicato e non ha mai smesso di dare tutto quello che ha. Anche Onana, dopo un paio di giorni di scombussolamento, è tornato con il suo sorriso e la sua forza. Io sono contento del materiale che ho”.
“Napoli, quando ha tutti gli effettivi a disposizione, penso sia la prima o la seconda squadra del campionato, guidata dall’allenatore piĂą vincente degli ultimi anni in italia. Hanno momento di dispiacere per l’eliminazione dalla Champion ma si sono risollevati. Se pensiamo di trovare una squadra abbattuta, troviamo il peggior allenatore del mondo perchĂ© lui le riaccende in un secondo, sa motivarti e trova le parole giuste. Non penso di trovare un Napoli un po’ piĂą spento. Hanno delle assenze che li stanno condizionando magari nell’ampiezza della rosa perchĂ© se guardiamo l’undici hanno una formazione incredibile lo stesso. SarĂ una partita difficile, anche fisica perchĂ© loro sanno giocare calcio e anche in maniera molto energica. Noi dobbiamo farci trovare pronti. Non dobbiamo farci cogliere di sorpresa da un inserimento di McTominay, da una palla in profonditĂ per Hojlund o da una serpentina di Spinazzola. Dobbiamo essere pronti sapendo che sono una squadra piĂą forte noi ma anche che dentro il nostro fortino tutto può succedere. Grande energia, grande ambizione, grande voglia ma anche grande attenzione alle qualitĂ individuali”.
Nella trasmissione “Open VAR”, l’AIA ha detto che il fallo di Martin contro la Lazio non era punibile.
“Non avrei mai voluto commentare perchĂ© mi sarei limitato ad esprimere dispiacere anche per le nostre esplosioni in panchina dove siamo stati abbastanza presenti nel protestare. Sembra fatto chissĂ cosa ma tutto era amplificato dal fatto che c’era poca gente. Dobbiamo controllarci e dobbiamo renderci conto di quando sbagliamo qualche atteggiamento. A fine partita ho preso Zufferli e gli ho tolto di mezzo tutti coloro che protestavano e gli ho detto che non ero assolutamente arrabbiato con lui ma infastidito dalla direzione che sta prendendo il regolamento piĂą che il VAR o gli interpreti. Poi ieri ho visto ‘Open VAR’ e da uomo di calcio quello che mi è dispiaciuto l’ho visto lì. Quello che mi è dispiaciuto e che mi spaventa per il futuro è che un arbitro chiamato alla review, ha preso una decisione che questo volta era giusta, ovvero non confermare la punibilitĂ del gesto, un’altra volta potrebbe essere sbagliata, e la sensazione è che sia stato un po’ tirato per la giacchetta, uno spinto a a prenderne un’altra, giusta sbagliata che sia contro o a favore del Genoa perchĂ© a volte abbiamo visto che il VAR può darci delle cose a favore. Nell’ultimo mese e mezzo non siamo stati particolarmente fortunati. Penso che sia facile e un po’ sbrigativo dire che dobbiamo migliorare, il VAR o capire la gestione, il regolamento mentre trovare delle soluzioni giuste è un po’ piĂą difficile.
Di sicuro dobbiamo iniziare col far arbitrare di piĂą l’arbitro, chiamarlo e fargli tenere la sua decisione a prescindere da quello comporta. Io mi sono trovato in questa situazione contro il Bologna, l’arbitro è stato chiamato alla review e ha mantenuto la sua decisione che molti hanno detto che non era giusta. In quel caso ci ha favorito. Mi ha arbitrato Guida contro l’Inter quando io guidavo la Roma, gol forse in fuorigioco, è stato chiamato all’OFR e ha confermato il fatto che per lui non fosse fuorigioco. Io sono andato in conferenza dicendo che fosse giusto. E’ giusto che l’arbitro venga chiamato e che controlli quello che succede, però basta. Il VAR è uno strumento ma non sostituzione all’arbitro. Noi dobbiamo stare buoni in panchina e parlare un po’ di meno ma era una partita importante, era il 56′ con la Lazio che non ci aveva tirato in porta. Noi abbiamo gli iPad in panchina e vediamo tutto. Quando abbiamo visto quel rigore abbiamo perso un po’ di luciditĂ , non dobbiamo perchĂ© poi le altre decisioni sono state tutte giuste. Ma quel primo rigore ci ha un po’ fatto perdere la calma che dovremo avere in panchina e questo dispiace e non succederĂ piĂą”.
Cosa dĂ Conte alle squadre?
“Conte dĂ le cose piĂą importanti che un calciatore può avere. Ti dĂ coraggio, la cosa migliore che si può riscontrare in un calciatore. E poi la conoscenza. Non c’è stata una volta in cui non ci abbia dato spiegazioni per una scalata, per esempio. Una volta dissi che era difficile essere allenato da Conte ma molto bello. E’ tosto ma ti tratta da giocatore forte. Secondo me ti dĂ anche una grande condizione fisica. E’ un allenatore completo, che rientra nella lista dei campioni, dei fuoriclasse. Ha vinto in Italia e all’estero. Lo ritengo un fuoriclasse assoluto. Se fossi un presidente di Serie A il primo nome che avrei in testa è il suo”.
Malinovskyi è stato un po’ l’uomo del destino. Quanto è importante e quanto lo vedi recuperato anche fisicamente?
“Lui lo dice che non ha mai avuto problema fisico negli ultimi mesi ma lo ha avuto prima della Cremonese. Poi si è un po’ allenato a spizzichi e bocconi ma ha comunque mantenuto la condizione, ha fatto ottime partite. Secondo me sta cambiando pelle. E’ sempre stato un giocatore offensivo, un trequarti, ma per me sta iniziando la trasformazione in mediano, in centrocampista totale. Corre, fa la fase difensive e fa girare la squadra. E in questa squadra, u giocatore che sa fare questo è difficile privarsene”.
Quanto le ultime due vittorie in casa aiutano ad affrontare il Napoli?
“I risultati danno una mano ad approcciare la prossima partita. A volte fuori casa abbiamo fatto migliori prestazioni di alcune vittorie in casa. I primi 60 minuti di Roma sono stati migliori dei primi 60 minuti col Bologna, Cagliari-Genoa mi è piaciuta di piĂą di Genoa-Cagliari. Poi le vittorie in casa o l’esplosione di gioia al fischio finale contro il Bologna ce le portiamo dietro. E’ bello rivedere quelle giornate perchĂ© abbiamo bisogno di sentirci a casa e da quel punto di vista non possiamo non dire che non ci siamo sentiti”.
Amorim può essere il play?
“L’ho preso per fare il play. Cercavamo un play con queste caratteristiche. Abbiamo giocatori che possono giocare davanti alla difesa come Frendrup e Masini o Malinovskyi che invece può giocare piĂą sulle distanze piĂą lunghe. Avevamo bisogno di un giocatore che facesse girare la palla da destra a sinistra. E lui ha queste caratteristiche. Si sta inserendo bene, sembra sveglio ma non dobbiamo mettergli troppa pressione. Da play può giocare anche Onana, siamo nella direzione di privilegiare questo aspetto. Lui può essere il nostro play come chi lo ha fatto finora. Senza dargli troppe responsabilitĂ perchĂ© è troppo giovane”.
Avanzare Malinovskyi può portare un Genoa più pazzo come quello col Bologna?
“Dobbiamo diventare non piĂą pazzi ma sempre piĂą offensivi. PerchĂ© per salvarsi bisogna fare piĂą gol degli avversari. La differenza lo può fare se recupera in maniera continuativa Messias che con questi colpi ci può aiutare tanto, senza dimenticare Cornet o Baldanzi. Sono giocatori di qualitĂ e penso che per una squadra che deve lottare per la salvezza negli undici non siamo quelli piĂą forti degli altri ma nelle sostituzioni sì. E avere questa possibilitĂ di cambiare può fare la differenza da qui fino alla fine”.

