Angelo Fabiani, direttore sportivo della Lazio, è intervenuto in sala stampa per presentare i nuovi acquisti biancocelesti. Ecco quanto ripreso da TMW:
Su Edoardo Motta: “Benvenuto a un ragazzo prelevato dalla Reggiana e che seguivamo. Si è contraddistinto anche per una presenza nella nazionale under 21, è un ragazzo di grandi prospettive. Un’operazione sulla falsariga di quella che ha portato Mandas, riponiamo in Motta tutte le nostre fiducie del caso. Non nascondo che c’era una concorrenza spietata”.
Su Adrian Przyborek: “È un ragazzo molto giovane del 2007, quest’anno ha collezionato 11 partite da titolare in Polonia con due gol. È un ragazzo che seguivamo da diverso tempo, ha delle straordinarie qualità tecniche. È chiaro che può migliorare ancora tantissimo, su una lista non stilata dal sottoscritto ma che tiene conto di questi ragazzi giovani è rientrato tra i primi 50 al mondo nati nel 2007. Ha ampissimi margini di miglioramento, ma già quello che ci ha fatto vedere sia in video che dal vivo ci è bastato per l’inserimento nella Lazio. Sono convintissimo che con Sarri crescerà notevolmente e si sentirà parlare di questo ragazzo come un calciatore di straordinaria importanza. Ha già avuto la soddisfazione di giocare in Conference League, c’è tempo per fare la scalata”.
Su Daniel Maldini: “Ecco qua l’oggetto dei miei desideri e del mio collaboratore Alberto Bianchi. Noi ti abbiamo seguito molto al Monza, non a caso il direttore sportivo che avevi è stato un mio calciatore e mi ha sempre parlato bene di te e delle tue doti straordinarie. Una cosa mi ha colpito, mi è stato detto che quando Daniel capirà quanto è forte non ce ne sarà per nessuno. Mi auguro che questo percorso alla Lazio ti porti a essere un top, quando maturerai questa condizione ti toglierai tantissime soddisfazioni. Puoi giocare da esterno o da falso nove come ti ha impiegato Sarri, probabilmente con Sarri troverai un allenatore che metterà in risalto le tue caratteristiche. Hai lavorato con molti allenatori che forse non si addicevano alle tue caratteristiche, ami giocare a calcio nello stretto. Daniel è un giocatore di calcio vero con una tecnica straordinaria, hai poco tempo per maturare questa convinzione”.
Le parole dei nuovi acquisti
EDOARDO MOTTA
“Per me è un sogno che si realizza, è un punto di partenza per me arrivare in una società così grande. Non ho grande esperienza, ho giocato solo sei mesi in Serie B e per me è fantastico essere qui. Mi hanno accolto tutti benissimo, dallo staff ai compagni di squadra, ringrazio la società per l’occasione che mi è stata data”.
Quali sono le tue principali qualità?
“Non è mai facile fare un’autoanalisi, sicuramente devo migliorare fisicamente e tecnicamente. In base alle richieste dell’allenatore si devono fare delle scelte soprattutto con i piedi, mentre in porta specialmente nella posizione mi ritengo piuttosto affidabile. C’è tanto da apprendere ed è quello che cerco di fare giorno dopo giorno”.
Hai già avuto modo di parlare con Sarri e lo staff? Con Provedel che rapporto stai sviluppando?
“Sto cercando di adattarmi subito alla costruzione da dietro, non sono abituato a queste richieste dello staff. Provedel mi ha già aiutato tantissimo, non posso far altro che cercare di rubare qualsiasi piccolezza vista in allenamento”.
La Lazio ha una grande tradizione di portieri. Questo è un elemento di ulteriore stimolo per te?
“Non c’è timore di nulla da parte mia, ognuno fa il proprio corso. È uno stimolo arrivare in una società con una tradizione di portieri così importanti e che sono andati spesso in nazionale, io cerco di fare il massimo quando vengo chiamato in causa”.
Per un portiere giovane come te c’è la volontà di giocare il prima possibile? Ti preoccupa stare dietro un portiere titolare come Provedel?
“Secondo me si può imparare sia giocando che stando alle spalle di un giocatore con grande esperienza come Provedel. Sono stato con Bardi a Reggio Emilia e
ho imparato moltissimo da lui, anche se in quel momento era inamovibile. Per me si può imparare lo stesso anche stando alle spalle di qualcuno”.
Ti aspettavi una chiamata di un club prestigioso come la Lazio a metà stagione?
“No, non mi aspettavo la chiamata di nessun club. Non c’era stata alcuna comunicazione di un possibile addio, ero pronto mentalmente per giocare la partita a Frosinone, poi è arrivata questa grande opportunità e non abbiamo detto di no”.
Qual è il tipo di portiere del passato che ti assomiglia di più? Hai parlato con Nesta?
“Un portiere del passato sinceramente dovrei pensarci per trovare qualche caratteristica simile. Con Nesta non ho parlato, ma ne approfitto per ringraziarlo con tutto il cuore perché è stato il primo a credere in me quando sono arrivato a Reggio Emilia. Se sono qua è anche se non soprattutto merito suo”.
Cosa ti ha convinto in particolare nello scegliere la Lazio?
“La Lazio è uno dei club più importanti a livello italiano, europeo e mondiale. Mi ha scelto il direttore, ha avuto grande fiducia in me come tutto il suo staff. Ringrazio di nuovo la società, hanno riposto tanta fiducia in me e cercherò di ripagare questa fiducia”.
Dalla Reggiana alla Lazio è un grande salto. Nella tua testa c’è la prospettiva di diventare il nuovo titolare della Lazio in futuro?
“La prospettiva non sono io a stabilirla, ma se sono qua penso che una minima prospettiva ci possa essere. Io aspetto il mio momento e quando arriverà cercherò di sfruttarlo”.
ADRIAN PRZYBOREK
“La mia prima impressione è straordinaria sia della città che del nuovo club, è un club grandissimo e straordinario. Non vedo l’ora di iniziare, voglio giocare e incontrare tutti qui nel club. So quanto sia grande questo club e cosa posso ottenere qui a Roma”.
Che sfida è per te giocare in un campionato con un’età media così alta? Hai parlato con tuoi connazionali che hanno giocato in passato in Serie A?
“È sempre una sfida, non importa quanti anni hai. È una sfida giocare in Serie A e in un club come la Lazio, per me è normale perché voglio giocare al massimo livello, ho sempre sognato di giocare in club come la Lazio. Quando ero piccolo ho sempre guardato la Serie A. Non ho parlato con miei connazionali, ho preso questa decisione con la mia famiglia e i miei agenti”.
Ti senti già un giocatore pronto per essere inserito nella squadra? Hai parlato con Sarri?
“Mi sento pronto, già in allenamento mi sono sentito molto bene e aspetto la mia occasione. Non sarà semplice ovviamente, davanti a me ho dei nomi importanti. È una sfida per me e mi piace accettare queste sfide, lavorerò duramente per sfruttare la mia occasione. Ho parlato con Sarri e con lo staff, so cosa si aspettano da me, posso solo lavorare duramente per dare il massimo con la maglia della Lazio”.
Nello specifico, in quale zona di campo ti trovi meglio?
“Direi che sono molto flessibile, posso giocare sia sull’esterno che nella zona centrale del campo, l’importante è giocare. Posso magari sentirmi meglio in una specifica zona di campo, ma cercherò di adattarmi il più possibile. Cercherò di imparare, voglio iniziare a fare sul serio ed essere qui in uno dei club più importanti del mondo è una sfida per me, ma mi farò trovare pronto”.
Per te la Lazio è un punto di arrivo o un punto di partenza?
“Voglio lavoro qui a lungo, sono qui da pochi giorni e per me è tutto nuovo, dal campionato alla cultura che c’è qui. Voglio lavorare qui a lungo, spero di passare più tempo possibile qui. Non ho obiettivi personali, voglio solo diventare un giocatore migliore. Se la squadra andrà bene, io diventerò un giocatore migliore. Lavoreremo per raggiungere i nostri obiettivi, sappiamo che non sarà facile, ma ho visto la squadra in allenamento e c’è tanta qualità. Possiamo ottenere risultati importanti”.
Il tuo carattere è un punto di forza? Come mai sognavi la Serie A da giovane invece che la Premier League?
“Sono spesso stato più maturo della mia età in campo, prendevo le decisioni giuste e sono migliorato giorno dopo giorno. Ho imparato velocemente e questo mi ha aiutato. Quando ero piccolo vedevo molte partite e guardavo anche la Premier League, ma credo che per me la Serie A sia il miglior campionato ed è quello che ho detto alla mia famiglia. Ai miei agenti ho detto che avrei voluto giocare prima o poi in Serie A, non vedo l’ora di giocare contro club come Juventus e Inter. Questo era il mio sogno da giovane”.
DANIEL MALDINI
“Il primo pensiero è molto positivo, mi sono sentito subito a casa e il gruppo mi ha fatto sentire come parte della famiglia. Qualcuno già lo conoscevo, non vedo l’ora di giocare e spero di iniziare a far vedere presto quello che posso fare”.
Hai parlato subito con Sarri, il tuo ruolo sarà quello di falso nueve?
“Ho fatto subito una chiacchierata con il mister e mi ha spiegato le sue idee, il ruolo è quello e per me è una cosa abbastanza nuova. Sono curioso, voglio vedere cosa verrà fuori”.
Cosa ti manca per mostrare le tue qualità?
“Non credo di convinzione, ma piuttosto avere persone che credono in te fino in fondo. Spero di far vedere quello che so fare, la continuità è la cosa più importante per un giocatore”.
La Lazio può essere l’ambiente giusto per fare l’ultimo salto di qualità?
“Penso sia la piazza giusta al momento giusto, mi sono trovato subito bene e le sensazioni sono super positive. Non vedo l’ora di scendere in campo e aiutare la squadra”.
Nesta parlava di un talento purissimo, dicendo però che sbagliando la prima giocata ti intestardisci troppo. Pensi di dover trovare continuità mentalmente?
“Questa è una cosa che ho sempre avuto, adesso penso di aver maturato una consapevolezza tale che mi fa stare dentro la partita per 90 minuti”.
Cosa senti di poter dare a questa squadra? Qual è il tuo obiettivo?
“Non sto pensando a un obiettivo personale, voglio farmi trovare sempre pronto e spero di essere il più possibile decisivo”.
Sarri ti vede da falso nueve, ti mette pressione questa responsabilità del gol visto il nuovo ruolo?
“La pressione c’è in ogni ruolo, ovviamente l’attaccante scende in campo per fare gol. Se però faccio segnare i compagni è una cosa altrettanto positiva”.
Hai parlato con la squadra e la società di un particolare obiettivo?
“Ne abbiamo parlato, ma l’importante è pensare partita dopo partita. Ci sono tante partite a disposizione, c’è anche la Coppa Italia e giocheremo tante partite in pochi giorni, dobbiamo solo pensare alla prossima”.
Hai un grande rapporto con Rovella, hai già assimilato qualcosa della storia della Lazio come ha fatto lui? Come vedi lo stato dell’ambiente?
“Parlando sempre con Rovella mi ha parlato in maniera fantastica della Lazio, si è innamorato subito e me l’ha trasmesso. Quando arrivi capisci perché la Lazio è così importante. Sull’ambiente credo siano cose che possono succedere, noi dobbiamo pensare a noi stessi e pensare al campo, vorremmo avere i nostri tifosi sempre con noi, ma dobbiamo pensare a far bene in partita”.
Come hai visto dall’esterno lo stato della Lazio e cosa ti ha spinto a scegliere la Lazio a gennaio?
“L’ho vista sempre bene, non essendo all’interno non puoi capire bene cosa succede. Ho visto sempre una società forte, la cosa che mi ha spinto è la volontà che ha avuto la Lazio di portarmi qui fin da inizio mercato”.

