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🎤 Lazio, Sarri: “Romagnoli sta bene, è tornato dopo cinque giorni di permesso. Mi piacerebbe avere una squadra con cui poter sognare”

Sarri, tecnico della Lazio, ha parlato in vista della gara contro la Juventus. Queste le sue parole, riportate da TMW:

È la prima conferenza stampa a mercato chiuso. Cosa pensa delle parole di Fabiani che ha parlato di una squadra non indebolita?
“Si gioca con la Juve e si parte dal mercato? Sai benissimo che è inutile, mi concentro sulla squadra e sulle partite. Penso che quella di prima era una squadra più pronta, questa è una squadra che deve crescere. Solo Taylor deve ritrovare condizione e adattarsi al campionato, che magari non è il più qualitativo ma tra i più difficili”.

Conferma la volontà di proseguire come detto ieri da Fabiani?
“Io ho un contratto in essere, se non ci sono cose particolari che non fanno cambiare una delle due parti si va avanti. Io sono come i tifosi, mi piacerebbe sognare e questa cosa al momento non la possiamo fare. Questa squadra sta affrontando enormi difficoltà da inizio anno, ci possono dire che siamo scarsi, ma non possono dirci che non abbiamo provato”.

Come sta Romagnoli? Maldini può essere la chiave per muovere la difesa della Juve?
“Romagnoli sta bene, si è allenato bene dopo cinque giorni di permesso. Stamani abbiamo provato due formazioni una completamente diversa dall’altra, vediamo come giocheremo. Speriamo Bremer non si mangi il nostro centravanti”.

Come mai ha schierato così presto i nuovi?
“C’è una grande necessità. O domani o mercoledì sicuramente Maldini giocherà lì. La partita è difficile, su questo non c’è dubbio. La Juventus con l’intensità vista nell’ultimo mese non l’avevo mai vista, ha grande qualità e riaggressione dopo la palla persa. Si può discutere sulla sconfitta con l’Atalanta, non ha giocato male ma ho rivisto la stessa squadra con grande salute fisica e mentale. Sarà una partita difficile materialmente, poi andare a giocare in quello stadio rende difficile la partita anche mentalmente. L’unico aspetto positivo è che nel calcio a priori non vince nessuno”.

Com’è oggi il suo rapporto con la società?
“Non è una questione di rapporti. Io non ho l’ossessione della vittoria, ma del sogno e mi piacerebbe avere una squadra con cui poter sognare. Vorrei avere questo spazio aperto, adesso l’obiettivo è far crescere i ragazzi che ci sono e che sono arrivati”.

Anche Basic fa parte dei giocatori con cui ripartire?
“Non ti so dire nulla perché non partecipo agli incontri tra la società e i suoi procuratori, ma un giocatore come Basic nella batteria dei quattro interni di centrocampo lo vedrei benissimo”.

Come sta vivendo la situazione ambientale della Lazio?
“Avendo la fortuna di non leggere e non ascoltare niente la vivo con discreta serenità, le incazzature non vengono per quello che si dice ma per fatti reali. In ambito lavorativo ci sono delle discussioni, ma credo che quello sia inevitabile. Ogni società ha due compartimenti, quello economico e quello sportivo, farli coincidere è dura. Ho preso una decisione quando ho saputo del mercato chiuso e la porto avanti, cerco di affrontare tutte le difficoltà trovando soluzioni, non sempre le riesco a trovare. La situazione dei tifosi è sicuramente pesante, entrare in un Olimpico con 4000 persone è dura e non si può dire altrimenti. La speranza è che si ricomponga questa cosa, in più hanno subito questo blocco delle trasferte che se ne vogliamo parlare è un qualcosa di inconcepibile, una pena collettiva per cosa? Forse il 95% dei nostri tifosi non hanno fatto nulla e non possono venire a vedere la Lazio? Penso sia incostituzionale e una sconfitta”.

La sensazione di non poter regalare qualcosa all’ambiente è solo sua o è anche condivisa con la società? Fabiani ha parlato di lei come toscanaccio, quanto spesso ha usato ironia per affrontare la situazione?
“Le sensazioni sono mie, al momento non è possibile fare voli pindarici. Ci si adegua alla realtà. Di solito dico quello che penso, poi posso avere un modo di esprimermi che ha detto parole non consone alla conferenza stampa. Ma dico quello che penso”.

Per lei Maldini ha caratteristiche simili a Raspadori? Dove vede meglio Przyobrek?
“Maldini deve fare un percorso ed è chiaro, Raspadori ha fatto la sia la prima che la seconda punta ed è molto più abituato a quel ruolo. Maldini ha fatto la seconda punta e l’esterno, avrà bisogno di un periodo d’ambientamento ma ha qualità, lo sta facendo intravedere da qualche stagione. Ha grandi qualità tecniche e fisiche, deve esprimerle con continuità. Ci hanno provato diversi allenatori, vediamo se riuscirò io. Przyborek è un ragazzo di qualità, per diventare un centrocampista ha bisogno di un percorso lungo. Forse l’esterno lo può fare con un percorso più breve, ma è un ragazzo tutto da costruire”.

Cosa è cambiato nella squadra in questo mese di gennaio? Quando tornerà Zaccagni?
“Nei momenti difficili ci sono sempre delle opportunità, in un momento di confusione come c’è stato nel nostro spogliatoio a gennaio l’opportunità era quella di diventare un gruppo più compatto. In questo ci possiamo riuscire, poi credo che abbiamo perso intensità e aggressività difensiva, ma questo è un problema tecnico-tattico. Dal punto di vista mentale i ragazzi hanno creato un buon ambiente interno. Zaccagni deve fare un controllo settimana prossima, ha ancora dolore. È un infortunio strano per un calciatore, ma purtroppo è un infortunio abbastanza serio. C’è la speranza di recuperarlo prima rispetto alla diagnosi iniziale”.

Che impatto possono avere Tavares e Dele-Bashiru?
“Dele-Bashiru non sta male, poi è chiaro che tra infortunio e Coppa d’Africa è stato fuori tanto e in quel periodo Basic ci stava dando qualcosa, per questo è rimasto fuori. Tavares ha fatto un bell’ingresso nell’ultima partita, in questo momento siamo in difficoltà e giocherà una delle prossime due partite”.

Tornando al concetto di sogno, cosa la fa sognare?
“Avere una squadra che mi lascia la sensazione di poter fare qualcosa di importante. A me se seguono le mie indicazioni o no non mi interessa, se negli allenamenti le sensazioni sono forti io mi diverto”.

By Pasquale Ucciero

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